La storia

Il progetto della “Contrada” prende avvio a Calvene nel 1983 grazie all’impegno di don Beppe Gobbo, con l’intento di accompagnare e accogliere ragazzi e ragazze che faticano a trovare un equilibrio tra le proprie risorse e le aspettative di una società sempre più complessa.

La notte fra Natale e S. Stefano 1983 – racconta don Beppe - abbiamo accolto il primo ragazzo, uscito dal carcere di Treviso, affiancato da un obiettore di coscienza. In un mese la casetta, resa abitabile lavorando con gli stessi ospiti, accoglieva già sei giovani. L’intento era di aiutare bambini e ragazzi che avevano sopportato varie tempeste, porsi in ascolto dei loro bisogni e accompagnarli nella crescita facendo emergere, nella normalità, le loro risorse e potenzialità“.

Da quel dicembre ’83 ad oggi la strada percorsa è stata molta.
Viene costituita, nel dicembre ’84, la cooperativa sociale “Primavera nuova” con sede a Schio, per interventi di sostegno educativo e inserimento lavorativo. A Calvene, dove era già attiva una serra per produrre piante e fiori, ci si focalizza sulla comunità per minori, accogliendo ragazzi dai 13 ai 17 anni.
Con la legge del ’91 sulle cooperative sociali, distinte in tipo A (servizio alla persona) e tipo B (inserimento lavorativo), “Primavera nuova” si concentra sull’inserimento lavorativo e nasce “Zattera Blu”, per il servizio alla persona, che aumenta in pochi anni gli spazi nel territorio. E dal 2002 ogni posto operativo diventa cooperativa: Entropia, Samarcanda, Radicà, Adelante e Kirikù.

La Cooperativa Radicà oggi opera sul territorio dell’Alto Vicentino nell’ambito dell’accoglienza dei minori: una comunità residenziale, una comunità diurna, il servizio di educativa territoriale e l’area promozione e prevenzione con i giovani.