Si è concluso il 31 luglio 2026 il progetto “Ci sto? Affare Fatica!”, una grande azione collettiva di cura dei beni comuni e di cittadinanza attiva, promossa dai Comuni di Breganze, Caltrano, Carrè, Chiuppano, Fara Vicentino, Malo, Marano Vicentino, Piovene Rocchette, Santorso, San Vito di Leguzzano, Sarcedo, Thiene, Zanè e Zugliano e dall’Unione Montana Alto Astico, con il supporto di BCC Veneta e di diverse aziende del territorio, e realizzata per l’area dell’Alto Vicentino dalla Cooperativa sociale Radicà.

Nell’arco di 6 settimane, tra il 22 giugno e il 31 luglio, 380 ragazzi e ragazze hanno riscoperto il proprio ruolo di cittadini attivi attraverso azioni di riqualificazione degli spazi pubblici, ridonando bellezza a tanti beni comuni del territorio dell’Alto Vicentino. Sono stati 39 i negozianti che hanno aderito all’iniziativa emettendo i “buoni fatica”, consegnati ai ragazzi insieme all’attestato da Sindaci e Assessori dei 15 Comuni che hanno ospitato il progetto.

I lavori realizzati hanno riguardato: la sistemazione di ringhiere e staccionate di campi sportivi, scuole, piazze e della stazione dei treni; la ritinteggiatura di strutture, arredi e giostrine dei parchi giochi; la decorazione della pavimentazione di campetti da gioco, cortili di scuole materne e piazzali; la tinteggiatura di aule scolastiche, sale di biblioteche e aree interne di palazzetti e palestre; la tinteggiatura di muri esterni di scuole, biblioteche, sottopassaggi e spazi culturali; la sistemazione di balconi di edifici comunali, portabiciclette e panchine; la creazione di aree di urbanistica tattica in zone vissute dai bambini; la realizzazione di murales su muri di parchi giochi, sottopassi e impianti sportivi.

Durante questo periodo estivo i giovani si sono messi in gioco con entusiasmo e spirito di collaborazione, sperimentando il valore dell’impegno condiviso, finalizzato alla cura di un bene che è di tutti. Dai racconti di alcuni ragazzi emerge una consapevolezza nuova: anche il gesto più piccolo può contribuire a migliorare la comunità, e ognuno, indipendentemente dalle proprie abilità e difficoltà, può dare un contributo importante al gruppo e all’obiettivo finale. Le famiglie ci hanno raccontato che i ragazzi e le ragazze si sono riscoperti responsabili della propria comunità, hanno imparato abilità manuali, riallacciato legami nuovi o dimenticati, apprezzato la forza e l’energia anche di chi non è più giovane, e raccontato con orgoglio agli adulti intorno a sé il frutto della propria fatica.

Una grande azione collettiva che ha messo in dialogo generazioni diverse, grazie alla presenza di 17 tutor e 50 handyman. I giovanissimi, i tutor e i numerosi “tuttofare” hanno lavorato insieme ogni mattina per una settimana, favorendo occasioni di incontro e conoscenza tra generazioni che, lavorando fianco a fianco, hanno scoperto di condividere gli stessi valori e lo stesso desiderio di prendersi cura della propria comunità.

Semi di democrazia che, quando trovano una comunità accogliente, fanno germogliare bellezza nei luoghi, nelle relazioni e dentro di sé.

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